Di seguito un riassunto dell'evoluzione del concetto di " arredamento di interni ", dalle civiltà antiche fino ai giorni nostri. In particolare, verranno approfondite le caratteristiche e le linee guida caratterizzanti di ogni periodo storico.
Sulle vicende dell' arredamento di interni nelle epoche più antiche ci informano i reperti archeologici, i documenti figurativi, le testimonianze scritte. Trattandosi di oggetti fragili e deperibili e spesso considerati secondari, molti di essi sono andati perduti. Inoltre le raccolte dei musei sono spesso ordinate in modo da non favorire la ricostruzione di un determinato ambiente. Perciò ottenere rappresentazioni chiare dell' arredamento di interni nelle varie epoche e culture è talvolta assai difficile.
Presso gli Egizi, le decorazioni parietali delle tombe e dei templi nella valle del Nilo e i copiosi oggetti oggi conservati nei musei di tutto il mondo mostrano un gusto per l' arredamento di interni assai raffinato e prezioso. Soprattutto al tempo del faraone Ramsete II le abitazioni erano arredate, con splendida policromia, di letti, panche, sedie di legno (generalmente di cedro) intarsiato con avorio, ebano e metalli preziosi. Cuscini e paramenti erano usati in abbondanza poiche erano prodotti dall'artigianato tessile locale, assai fiorente sia nella vera e propria tessitura che nel ricamo. Nei bassorilievi assiri di Ninive appaiono in abbondanza troni, tavoli e sedili, ma con linee più barbare e meno raffinate che in Egitto. Nell'isola di Creta, gli splendidi palazzi di Cnosso e Festo erano arredati con mobili di legno che sono andati perduti: conosciamo soltanto,perchè in pietra, il trono del mitico re Minosse, una sedia con alta spalliera che certamente veniva ricoperta di pelli o di cuscini. Multiformi erano gli oggetti per la tavola e la cucina, sia di materiale umile come la terracotta, sia di metalli pregiati, cesellati o lavorati a sbalzo.
Nel mondo greco anche gli oggetti più consueti rivelano gusto e raffinatezza nell' arredamento di interni: i mobili, come già in Egitto, hanno le zampe terminanti con piedi leonini ed il letto, spesso a due spalliere, diventa il mobile più importante della casa, poichè su di esso ci si sdraia anche per mangiare, leggere e conversare (una funzione analoga avrà poi in Roma il letto triclinare). Di legno più o meno decorato, esso aveva un cuscino-materasso ed era ricoperto da pelli di animali o da tessuti pregiati, come quelli tinti di porpora.
Le sale erano arredate anche da tavoli e tavolini, da grandi e piccole casse dove si riponeva il corredo della casa, vasellame, ecc. Lampade e lucerne a olio in terracotta o in metallo erano appoggiate alle pareti o appese con tiranti al soffitto.
L' arredamento di interni degli Etruschi ci è noto dalle scene di banchetti affrescate nelle tombe, e da alcune tombe che riproducono nella decorazione delle pareti e nella struttura degli ambienti l'interno di una casa privata.
L' arredamento di interni delle case etrusche che si è conservato in gran numero sono i vasi e le suppellettili di bronzo le " ciste ", recipienti usati per conservare oggetti destinati alla cura della persona, i "lebèti ", recipienti usati per riscaldare e conservare l'acqua, le lucerne, gli specchi, ecc.).
Le case messe in luce sul Palatino e negli scavi di Ercolano e Pompei offrono un'immagine precisa dell'abitazione privata dell'epoca romana in cui l' arredamento di interni giunge talvolta a grande splendore. Le pitture murali e i mosaici, che divennero consueti nelle case più eleganti di Roma e nelle ville (famosissimi gli affreschi della villa di Livia a Prima Porta, ora nel Museo Nazionale Romano), conferivano particolare vivezza alle stanze in cui trovavano posto tavole e tripodi in bronzo, sedie e divani di legno, di marmo, d'avorio e di ferro battuto. A Roma fu assai diffusa anche la decorazione a stucco.
Caratteristica dell' arredamento di interni delle case romane era la sala per il banchetto (triclinium) che, sia per la disposizione di tre letti su tre pareti, sia per gli affreschi (che contenevano a volte un esplicito invito alla gioia) e per la ricchezza degli altri oggetti (lucerne, statuette, ecc.) assumeva un aspetto particolarmente festoso. Un aspetto più semplice aveva, invece, la stanza da letto (cubiculum) che oltre al letto, isolato in un'ansa del muro o appoggiato su un piano rialzato, conteneva anche casse e armadi, di legno o di bronzo.
Alla sobrietà di costumi e di vita del Medio Evo si adeguava anche l'abitazione umana, spesso angusta e povera; ma in epoca gotica l' arredamento di interni, seppure semplice, già mostra una certa ricercatezza: si comincia a diffondere l'uso degli arazzi e i mobili per la casa spesso rispecchiano sia nella forma che nell'ornamentazione la contemporanea architettura. Ne sono esempio l'armadio del XIV sec. a Padova (Sagrestia dell'Arena), e i pochi mobili che appaiono negli affreschi giotteschi di Assisi, fra cui una serie di scanni e di cattedre. Appare in questo periodo un mobile che sostituisce l'arca romana, cioè il cassone, destinato ad avere una lunga storia poichè dipinto talvolta da sommi artisti e decorato con stucchi e rilievi. Nell'Europa settentrionale e soprattutto in Germania permane un gusto goticizzante nell' arredamento di interni fino alla metà circa del '500, come ci appare dagli ambienti rappresentati nei numerosi quadri della scuola fiamminga e la ricerca stilistica è volta semplicemente a trattare nuovi materiali e ad intarsiarli con virtuosismo.
In Italia invece, dal Quattrocento l' arredamento di interni subisce un'importante evoluzione in concomitanza con le altre arti. Le splendide dimore dei principi e dei ricchi borghesi sono lo specchio fedele della trasformazione in atto nella società italiana. I1 desiderio di abbellire la casa porta alla creazione non solo di singoli manufatti, ma anche di ambienti armoniosi, in cui ogni elemento è subordinato agli altri. Alcuni di questi ambienti, perfettamente conservati,
si trovano nei palazzi quattrocenteschi fiorentini, nel Palazzo Venezia a Roma e nel Palazzo Ducale di Urbino. Alla nota severa dei mobili, spesso intarsiati e talvolta anche dipinti, fanno riscontro la gaia policromia delle maioliche
e i vividi colori dei quadri e con essa si accordano gli oggetti in bronzo, in rame o in ferro battuto e le stoffe preziose (damaschi, velluti, ecc.). Anche le parti fisse dell' arredamento di interni, come i soffitti e i pavimenti, si accordano in stile con gli altri elementi che compongono l'ambiente. Le pareti sono quasi sempre affrescate o ricoperte di tarsie di legno, come nello splendido studiolo del Duca di Montefeltro (Palazzo Ducale d'urbino), gioiello di armonia compositiva. I grandi artisti di questo periodo non disdegnano di occuparsi delle arti minori: si è già accennato ai cassoni, fra i quali sono celebri il cassone Adimari e quello con le nozze di Alatiel, ambedue del XT7 sec.; ed è anche noto che Sandro Botticelli e Piero di Cosimo ne dipinsero. Nella bottega di orafo del Pollaiolo si preparavano disegni per arazzi, il Verrocchio si dedicava all'intaglio, il Botticelli preparava disegni per ricami. Molti dipinti di questo periodo ci mostrano una delle stanze di maggiore importanza della casa, cioè la camera da letto. Assai noto è quello del Ghirlandaio, in Santa Maria Novella a Firenze, raffigurante la Nascita del Battista. Ugualmente importante da questo punto di vista è la famosa tela del Carpaccio raffigurante il sogno di Sant'Orsola (Venezia, Gallerie dell'Accademia). Del Rinascimento maturo, talvolta sobrio e severo, talvolta fastoso, si conservano ancor oggi ambienti pressochè integri in Palazzo Vecchio a Firenze (studiolo di Francesco I ) e in Castel Sant'Angelo a Roma (stanza da letto di Paolo 111). Le forme barocche si diffondono a Roma nelle ampie sale dei nuovi grandiosi palazzi seicenteschi, affrescate e addobbate di arazzi, tessuti preziosi, specchi, mobili ampi e fastosi dalle linee curve e dal modellato fortemente plastico, arricchiti da decorazioni in pietre colorate. Le ampie superfici dorate, profuse dovunque, accrescono il fasto e la luminosità dell' arredamento di interni.
In Francia l'influenza del gusto barocco italiano è contrastata dal sorgere di una tendenza nazionale verso forme di classicismo aulico e imponente, favorito dalla presenza alla corte di Luigi XIV (1643-1715) di un artista come Charles Le Brum e di un ministro come il Colbert, che perseguono lo scopo di esaltare il prestigio del loro sovrano circondandolo di un arredamento di interni fastoso, il cui esempio più notevole si ha nelle sale della reggia di Versailles. Tra gli ebanisti opera in Francia in questo periodo André Charles Boulle (1642-1732), che crea mobili per la casa arricchiti da incrostazioni di tartaruga e madreperla e applicazioni di bronzo dorato. Con il regno di Luigi XV le forme evolvono verso la grazia leziosa del rococò e si diffondono rapidamente per tutta Europa. Personalità di primo piano è Justin Aurèle Meissonier (1695-1750), pittore, scultore, disegnatore, che trasforma gli elementi barocchi nel nuovo gusto per un arredamento di interni pervaso di eleganza e di movimento. Charles dessent (1685-1768), ebanista, ha lasciato splendidi esempi dello stile che prende appunto il nome di Luigi XV: graziosi mobili di piccole dimensioni, in legni delicati e pregiati come quello rosa, spesso ornati anch'essi di decorazioni bronzee ma lontani dalla pesantezza e austerità dei "Boulle".
In questa fase del gusto settecentesco le stanze assumono un aspetto leggiadro e frivolo; minori per ampiezza, ma ricchissime nelle decorazioni, nei pannelli dei mobili, nei ninnoli e statuette, negli arazzi e nelle bozseries, cioè nei rivestimenti in legno delle pareti, adorni d'intagli e spesso dorati e dipinti. Sulle porte e sugli infissi trionfa la decorazione ispirata a disegni e fantasie cinesi (le famose chinoiseries), rese ancor più vivide dall'uso di vernici brillanti che imitano le lacche. Si diffonde anche il gusto per gli oggetti importati dall'oriente. In Italia il "rococò" prende il sopravvento soprattutto in Piemonte e a Venezia nell' arredamento di interni.
La Venezia del '700 è un esempio unico di perfetta fusione di vita e di stile, di arte e di moda nell' arredamento di interni. Se si mantiene anche nel mobile veneto la tendenza alla linea curva e gonfia, esso viene ancora ingentilito da una fantasiosa decorazione, basata soprattutto sulla scelta di tonalità pastello, e dagli abbellimenti di artigiani abilissimi, che imitano le lacche orientali. Fra i mobili - che sono di piccole dimensioni e servono ai più svariati usi - troneggiano gli splendidi buveau-tvumeau, cioè cassettoni con alzata.
Il sec. XVIII è particolarmente importante per la storia dell' arredamento di interni, anche per l'inghilterra dove si affermano sotto l'influenza dello stile Luigi XIV e degli stili italiani, lo stile "Queen Ann" e quello "Georgiano". Famosi poi i mobili in stile "Chippendale", cosi chiamati dal loro creatore Thoma Chippendale, le cui bizzarie estetiche come quella per esempio di costruire un letto che imita la struttura di una pagoda cinese, si appianano poi in uno stile piu lineare.
In Inghilterra inoltre si hanno le prime affermazione del Neogotico: nella villa di Strawberry Hill di Horace Walpole troviamo non solo le prime forme archittetoniche, ma anche la diffusione del "goticizzante" per l' arredamento di interni.
Come in altri paesi d'Europa anche in Ingilterra, pero', nella seconda metà del settecento, si ha una ripresa del gusto classicista, soprattutto grazie all'attività teorica e pratica dei fratelli Adam. Il Neoclassicismo aveva avuto inizio in Italia in seguito alle campagne di scavo Di Ercolano e Pompei, alla creazione delle grandi raccolte di arte Greca e Romane e alla pubblicazione delle incisioni di Giovan battista Piranesi, che riproducevano non solo rovine romane ma anche oggetti di scavo destinati ad esser presi a modello dagli architetti, dagli scultori e argentieri e orafi neoclassici come spunto per realizzare un arredamento di interni consono a questo ritorno.
La rivoluzione Francese e poi le vicende napoleoniche determinarono una particolare evoluzione delle forme neoclassiche verso il cosiddetto "stile Impero". Tra i più importanti creatori e divulgatori di modelli furono in questo periodo gli architetti francesi Charles Percier e Pierre Fontaine. Notevole fu in Lombardia l'attività di Giuseppe Maggiolini (1738-1814), che lasciò il suo nome a una serie assai limitata di mobili per la casa caratterizzati da motivi decorativi a intarsio in legni diversi e pregiati. Dopo la Restaurazione le forme neoclassiche tendono a una semplificazione purista da un lato e si accompagnano, dall'altro, a reviviscenze goticheggianti. Subentrano poi tendenze sempre più eclettiche e già all'epoca di Luigi Filippo (1830-1848) appaiono commistioni con forme rococò e di classicismo baroccheggiante. Si comincia a ricercare il mobile pregiato di epoche precedenti e, nel tentativo di imitarlo, si creano mobili di forme eclettiche.
Verso la fine del secolo, per reagire al gusto eclettico in voga e per corrispondere alla necessità di creare nuovi modelli utilizzabili su scala industriale per l' arredamento di interni, nasce il movimento "floreale", che, dal nome di una fabbrica inglese di tessuti, prende anche il nome di "liberty", e presto si diffonde in tutta Europa sotto varie denominazioni (Art nouveau, Jugend Still). L' arredamento di interni liberty, caratterizzato da una forte semplificazione delle forme e da un accentuato linearismo e pronto ad assorbire suggerimenti e spunti sia dalla classicità che dall'arte dell'Estremo Oriente, informa di sè il periodo a cavallo tra l'ottocento e il Novecento. Esso esprime però anche una consapevolezza nuova della funzione delle cosiddette arti minori nella vita sociale. sul piano estetico e tende sostanzialmente a sviluppare le premesse poste in Inghilterra verso la metà dell'ottocento con il movimento Arts and Crafts, che mirava a conservare qualità artistiche agli oggetti d'uso dell' arredamento di interni pur nella produzione in serie. I movimenti che succedono al liberty, benchè si presentino talvolta in aperta opposizione ad esso, di fatto non possono fare a meno di accettare i problemi da esso posti.
Infatti a Weimar, in Germania, dopo la prima guerra mondiale sorge la scuola d'arte applicata del Bauhaus, diretta da Walter Gropius, trasferita poi a Dessau e infine soppressa dal nazismo. Al pari del movimento olandese De Stijl, che si svolge parallelamente, anch'essa tende a cercare una continuità tra l'opera d'arte e il, mondo della produzione dell' arredamento di interni. La novità consiste nella volontà di inserire assai più decisamente di prima l'oggetto d'uso nell'ambiente architettonico e di connetterlo strettamente ai problemi della produzione industriale. Perciò una convergenza di intenti si può rilevare anche nell'ambito delle diverse tendenze architettoniche o nell'opera di singoli importanti architetti, anche se apparentemente orientati in modo contrastante. Per Le Corbusier, antesignano dell'architettura "razionalista", come per Frank Lloyd Wright, antesignano deìl'architettura "organica ", si tratta infatti di porre su un'unico piano la produzione dell'oggetto d'uso e dell'oggetto "bello", della struttura architettonica e dell'oggetto che in essa dev'essere inserito.
In questo senso, pur sorgendo storicamente dal niondo della produzione industriale, anche il cosiddetto industrial design, che mira a restituire un valore qualitativo all'oggetto prodotto in serie, converge allo stesso scopo e costituisce uno dei più importanti coefficienti dell' arredamento di interni moderno. Il cosiddetto " stile svedese" è nato infatti sia da particolari condizioni della produzione industriale nell'Europa settentrionale (lavorazione del legno), sia da una razionale esigenza di chiarezza e di semplicità in armonia dell' arredamento di interni con le forme dell'architettura più recente.